In un momento come quello che stiamo attraversando, segnato dall’inflazione, dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica, è necessario avere le idee chiare su cosa fare con i propri risparmi.

Quello che stiamo vivendo oggi è un momento molto delicato e difficile. Un’inflazione così elevata non la vedevamo dagli anni ’80. Noi adulti di oggi, eravamo al tempo ragazzini e non sapevamo nemmeno cosa volesse dire. Investire i propri risparmi era una attività per pochi e il risparmio investito era composto prevalentemente da Bot, Cct e certificati di deposito.

Se all’inflazione aggiungiamo la guerra tra Russia e Ucraina, alle porte di casa nostra, il caro bollette che sta mettendo in ginocchio non solo le famiglie ma anche le attività commerciali e le aziende produttrici, e per finire la volatilità dei mercati finanziari, la conseguenza, peraltro estremamente comprensibile, è l’aumento del nervosismo e il turbamento. In un clima di questo tipo, qualsiasi reazione rischia di essere brusca e violenta e quando è così non è mai un bene.

Inflazione, guerra e crisi energetica: cosa fare con i risparmi

Chi detiene dei risparmi investiti si sta chiedendo cosa fare e come spesso accade in momenti come questi, medita anche di liquidare le proprie posizioni seppure in perdita. Chi possiede della liquidità nel proprio conto corrente pensa di rimanere fermo in attesa di tempi migliori.

In un clima così teso e preoccupante, per nulla diverso da quelli delle crisi precedenti, è necessario trovare una crepa da dove possa entrare la luce, e io su questo aspetto desidero fornire il mio contributo, in modo tale da dare risposte e non fare domande.

MERCATI OBBLIGAZIONARI: Dopo tanti anni i rendimenti, da molto bassi o addirittura negativi, sono tornati ad essere estremamente interessanti, anche per scadenze brevi.

In questa figura, per esempio, è rappresentato il rendimento del Btp decennale dal 2013 al 2022. E’ evidente quindi che attualmente i titoli di stato italiani offrono rendimenti superiori al 4%, quelli francesi e tedeschi di poco inferiori. Per quanto riguarda le obbligazioni societarie, altra alternativa quando si parla di reddito fisso, i rendimenti superano il 5%.  Occorre però avere molta consapevolezza, sia nella comprensione dei vari rischi, sia nell’effettuare un’attenta selezione. Puntare al solo rendimento non è mai una buona strategia. Certo è che mantenere la liquidità in conto corrente, in presenza di una inflazione così elevata, non è sicuramente una buona scelta.

MERCATI AZIONARI: Da inizio anno i mercati azionari globali flettono di oltre il 20% (l’indice dei titoli tecnologici americani Nasdaq 100 di oltre il 30%) e stanno cercando di trovare un’area di minimo dal quale ripartire. Anche in questo caso però ci sono degli aspetti interessanti da considerare, alcuni di carattere puramente tecnico e di momento, altri di rilevanza storica. Per quanto riguarda la situazione attuale, la fotografia ci mette in evidenza diverse cose. Ad esempio, il rapporto prezzo/utile dell’indice EuroStoxx 600, ossia l’indice che rappresenta il mercato europeo, che attualmente risulta essere ai minimi dal 2012, sta scontando una recessione che al momento non risulta esserci. Su altri aspetti puramente tecnici non mi soffermo, ma alcune chiavi di lettura appaiono interessanti. Per quanto riguarda gli aspetti storici invece vale la pena soffermarsi analizzando quanto accaduto negli anni su diversi e importanti indici azionari:

  • INDICE NASDAQ 100

L’indice Nasdaq 100 il 27/09/2002 valeva 860 punti dopo la bolla dei titoli internet del 2000 e il crollo delle Torri Gemelle del 2001. Oggi quota 10.692 punti, nonostante il calo di oltre il 30% da inizio anno.

  • INDICE S&P500

L’indice S&P500 l’11/10/2002 valeva 835 punti dopo il crollo del 2000/2001 e anche dopo la crisi finanziaria del 2008. Oggi quota 3.583 punti.

Crisi e finanza: cosa insegna la storia

Lasciando da parte la guerra del Vietnam e la spaventosa crisi energetica degli anni ’70, negli ultimi 32 anni ci sono state 20 crisi, in media una ogni anno e mezzo, comprese le guerre del Golfo del 1990 e del 2003, la guerra dei Balcani nel 1992 e molte altre ancora. In tutto ciò il mondo non si è fermato, anzi la crescita economica è proseguita come tutti noi abbiamo potuto constatare. Ogni crisi è unica, si materializza in modo improvviso e soprattutto imprevisto e anche questa volta, come in quelle passate, la convinzione è quella del “Si ma questa volta è diversa, è molto peggio rispetto alle precedenti”.

Pianificazione e diversificazione per resistere alla crisi

In momenti come questi, per tutelare i propri risparmi, è necessario effettuare una attenta selezione, adottare strategie personalizzate nel tempo, figlie di una corretta pianificazione finanziaria, in funzione del proprio orizzonte temporale e profilo di rischio. Mai puntare sulla moda del momento oppure sul rendimento di un titolo, per quanto interessante possa essere. Scelte di questo tipo potrebbero rivelarsi pericolose e totalmente sbagliate.

Investite invece su un bravo professionista che sia presente sempre, soprattutto in momenti come questi, che vi aiuti a raggiungere i vostri obiettivi attraverso soluzioni costruite su misura e correttamente diversificate e che vi faccia comprendere sia le opportunità, sia i rischi. Crescere in termini di educazione finanziaria è un plus che nel tempo fa sempre la differenza.

Desidero terminare il mio pensiero con una citazione di un certo Albert Einstein che amava dire:

”Nel mezzo delle difficoltà, nascono le opportunità”

Lo sapeva bene anche lui.

Se cerchi un professionista in grado di prendersi cura dei tuoi risparmi, visita il sito e contattami. Dal 1990 mi prendo cura del patrimonio di persone e famiglie allo scopo di tutelarle e aiutarle a mettere al sicuro quello che hanno costruito in anni di sacrifici.